Ghada Al Samman

Nel mondo Arabo, poche persone chiamano “primavera” ciò che gli sta succedendo. Ghada Al Samman è una scrittrice, giornalista e poetessa araba (Damasco 1942) . Tra i suoi lavori ricordo “I tuoi occhi sono il mio destino”, “Amore (poesia)” , “Io, ti dichiaro amore , “La luna quadrata”.

Abbiamo ricevuto una sua bellissima poesia in Farsì che abbiamo trovato degna di essere tradotta anche in italiano. I critici sostengono che lei sia un punto di riferimento del mondo arabo, e che sia schietta come “Forough Farokhzad”, in poesie come “Simin Behbahani”, e i suoi scritti paragonabili a quelli di “Fereydoon Moshiri” e “Ahmad Shamloo” .

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Ghada Al Samman


se vieni a casa mia
portami una matita, una matita nera
voglio mettere una croce sopra il mio viso
per non essere imprigionata, colpevole di bellezza
e una croce sul mio cuore, per non tentare il desiderio

dammi una gomma per cancellare le mie labbra
non voglio che qualcuno mi punisca perché sono rosse

un badile per sradicare i miei sensi ed arare la mia esistenza
perché senza tutto ciò vado in paradiso più facilmente, dicono

dammi una lama, per rasare i miei capelli,
un po’ di aria alla mia testa, senza il foulard,
posso pensare un po’

dammi l’ago e il filo per la mia lingua
voglio cucirmela, così il mio grido
sarà più silenzioso

non dimenticare le forbici
voglio censurare i miei pensieri ogni giorno

mi serve anche il sapone in polvere
per il lavaggio del mio cervello
e appenderlo lavato sulla corda
affinché il vento porti via con se
i miei ideali nelle lontane terre arabe

sai, bisogna essere realisti
se trovi un silenziatore della voce, prendilo,
perché quando per reato d’amore o di scelta
mi schedano, voglio zittire il mio nodo in gola

voglio una copia della mia identità
per far ricordare chi sono
quando mi regalano insulti e umiliazioni

ti giuro se vedi che vendono qualche diritto
compramelo, che lo metto nel cibo
preferisco mangiarmelo prima degli altri

alla fine, se ti è rimasto qualche soldo
comprami un cartello a forma di collana
così l’ appendo al collo e scrivo a grandi lettere

io sono un essere umano
sono ancora un essere umano, io
tutti i giorni sono un essere umano